Webseries THE LADY: 10 reasons to watch it | Recensione trash

Cari i miei candy di cioccolato,
con questa lista di MOMENTI SUPER TRASH, voglio invogliarvi a dare un occhiata (e se l’aveste già fatto, a ricordare e commentare insieme a me questi punti) alla web-series “The Lady” di Lory Del Santo – autrice, regista, costumista e tante, tante altre cose – perché… Perchè è giusto: lei si è tanto impegnata a scrivere, dirigere tutto, curare bene lo spessore dei dialoghi, sborsare i money per le location e a fare il bel montaggio con gli zoom a gran cazzo de cane. Ci tengo personalmente ai suoi guadagni su YouTube. Le visualizzazioni devono aumentare ancora e ancora. Tutti devono sapere.

Cercherò ora di non fare la solita lista o di insistere sulle solite cose, tipo che fa cagare tutto, dal montaggio, al doppiaggio, che Costantino è pietoso, che hanno messo degli omini scuri a fare i servetti, che la protagonista recita come se stesse posando per un book fotografico, perché è già stato fatto. Sappiate solo che, se non avete ancora visto la serie, siete una tentazione estrema spericulata e devo mettervi in riiiiiga! Continua a leggere

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Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate (e i pori di Bilbo Baggins) | Recensione trash

pony
Tralasciamo la  frettolosità con cui è stata girata la trilogia de “Lo Hobbit“.
Tralasciamo l’uso spropositato di CGI e le immagini super nitide dei personaggi in primo piano, ritagliate e appiccicate su sfondi sfocati e montagne bruttine.
Non soffermiamoci nemmeno sull’aggiunta dell’inverosimile, inutile e scarna storia “d’amore” (virgolettato perchè nei tre film i due si incontrano sì e no un paio di volte) tra l’elfa fighessa e vecchiarda e uno dei nani puzzosi e barbuti. Un elfo e un nano, dai. Lo so anch’io che non è possibile, io che non sono riuscita mai a finire la trilogia de “Il Signore degli Anelli” perchè mi addormento ogni volta dopo i primi venti minuti del primo film.
Non parliamo nemmeno della gommosità dei piedi dell’hobbit, che ad ogni passo si vede benissimo che rimbalzano.
Ma il suo viso… Vogliamo parlare della pelle di Bilbo Baggins? Che pori dilatati gli hanno fatto? O è proprio l’attore che ha problemi di impurità? Forse è normale che un hobbit abbia la pelle così grassa, infondo sono esserini semplici, sempre a cazzeggiare tra i campi o per i sentieri polverosi tra le loro casette. E con quei piedoni chissà quanto terriccio e sporcizia alzano e si calciano in faccia dal terreno, mentre passeggiano.
In un primo momento ho pensato: “Sono al cinema, si vedranno più ingranditi quelli di chiunque”, quindi osservo meglio un altro personaggio caso. “Ok, anche questo ha i pori visibili ma non così larghi e neri!” – “Eh ma perchè devono dar l’impressione che sia sporco…” – “Ah, perchè Gandalf, che sta bastonando a destra e sinistra col suo scettro lunare dopo esser stato ingabbiato a Dol Guldur per non so quanto, dovrebbe essere pulito?” Eppure non aveva quei crateri in faccia.
Io, una mini pulizia del viso con un buon detergente anti-sebo prima di partire per Erebor, me la sarei fatta, Bilbo.

Va beh che in effetti dovevi startene tra i nani: sapevi che tra loro saresti già spiccato di rara beltà anche con i tuoi pazzeschi punti neri. Già, dev’essere andata così. Ora è tutto più chiaro.

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Too Much Information TAG (altrimenti detto: we didn’t need to know that TAG)

tmi boh
Quando cominci ad essere invitata a rispondere a questo genere di Tag, vuol dire che stai per entrare nel magico mondo delle bloggers o youtubers a cui inviano robe gratis! Attendo con fervore la mia prima richiesta di collaborazione *ammicco*.
Cioè, signori, è una cosa seria, non siamo mica più su Msn con la gente delle superiori che faceva finta di cagarti le catene di sant’Antonio solo per far sì che tu leggessi le loro risposte (e viceversa). Qua si parla di BIG MONEY, BUSINESS! Beh, a dire il vero Wordpres.com è semplicemente l’ex blog di Windows Live Messenger ma son dettagli.

TMI – too much information Tag – Altrimenti detto: we didn’t need to know that Tag

1. Cosa stai indossando? Non so perchè sono ancora vestita nonostante io sia in casa. Mi sto congelando i piedi anche se sono munita di sexy Ugg tarocchi (di Yamamay) che uso come pantofole, con frange di pelo di nylon bianche. Sembro una delle Serebro. Altro capo degno di nota sono i miei amati leggins, oggi felpatini e caldini, che mi fanno di una taglia in più (vai a leggere il mio articolo sul modo in cui indossarli, clicca qui, dai!)
2. Sei mai stata innamorata? Yeppi, ora. Ciao Pippi.
3. Hai mai avuto una brutta rottura? Bha, sul momento sembrano brutte ma ripensandoci, anche ‘sti cazzi.
4. Quanto sei alta? 1 e 60. E’ arrivata la Valeriona!
5. Quanto pesi? Troppo. Io non capisco.
6. Qualche tatuaggio? Ho rischiato di possedere una stella a lato-pube, il logo dell’album Kerplunk dei Green Day su una scapola e un qualcosa di non ben definito sull’avambraccio. Mi è andata bene, siamo ancora a quota zero tatuaggi.
7. Qualche piercing? Solo i buchi alle orecchie: ai lobi, il punto meno trasgressivo in cui si possa avere un orecchino.
8. OTP? Vi lascio qui di seguito la definizione di OTP, visto che tutti rispondono con una “coppia preferita nella finzione” NO –> One True Pairing, si usa per indicare in modo ironico una coppia che l’autore della fanfiction crede (o spera) diventi Canon. Comunque non saprei. Ho fatto la saputella per niente. Risponderò anch’io con una coppia di qualche film, serietv, che mi piace -.- Rory e Jess (from Gilmore Girls), Leonard e Penny (from The Big Bang Theory) e Donnie Darko e Gretchen (from Donnie Darko), Mia Wallace e Vincent Vega (from Pulp Fiction).
9. Show preferito? Contando che in TV ho smesso di vedere l’unico squallido canale che seguivo (Real Time) risponderò con un elenco infinito di serie tv che mi piacciono: Friends, Gilmore Girls, Breaking Bad, Sex & The City, Modern Family, The Big Bang Theory, Drake & Josh, Dexter, Scrubs… Ok, devo farne un’articolo a parte.
10. Band preferita? Cheppalle con ‘ste cose preferite. L’unica band preferita che ho mai avuto sono i Green Day ma ascolto un po’ di tutto. Ho il profumo di Nicky Minaj e sull’Ipod ho un po’ di Lady Gaga, un po’ di Megadeath, un po’ di Sean Paul e anche https://www.youtube.com/watch?v=esFYBM7ywBM, cosa vorrà dire?!
11. Qualcosa che ti manca? La voglia di dare esami e il tempo di tenere la testa appoggiata da qualche parte. La maggior parte di questo periodo la sto passando o in bus o seduta su una panchina scomoda al freddo in facoltà.
12. Canzone preferita? No, davvero, basta. Va beh. La canzoncina popolare che si sente nella sala comune del manicomio della seconda stagione di American Horror Story. So che mi sto distinguendo dalla massa. Dalla massa dei sani di mente. Qui il video.
13. Quanti anni hai? 24, chemmerda.
14. Segno zodiacale? Bilanciona.
15. Qualità che cerchi in un partner? Deve essere un po’ stronzo, di quelli bassettini, cicciottelli, che si lavano poco, con i batuffoli nell’ombelico… Sicuramente deve essere simpatico ma quella simpatia scema, tipo da scoregge sotto le coperte. Adoro i tipi così. Dai per piacere, prossima domanda -.-
16. Citazione preferita? “E’ roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultra-violenza” (cit. from Clockwork Orange). Lo dovrei dire tutte i giorni con in mano la tazza di tisanina.
17. Attore preferito? John Travolta, Jake Gyllenhaal e tutti i bravi attori sparsi per le serie belline belline che guardo.
18. Colore preferito? Scelgo i miei colori preferiti in base ai colori che mi piace indossare. In questo periodo direi vinaccia, nero, bianco, verdone. Non Carlo.
19. Musica ad alto o basso volume? Basso, son vecchia. Alto volume solo in auto e se non devo chiacchierare con i miei amici immaginari lungo il tragitto (la mia Prof. di Neuroscienze Cognitive ha detto che è normale).
20. Dove vai quando sei triste? Se non ho impegni, o sto affanculo a casa oppure giretto per negozi a sniffare Yankee Candle che già possiedo e che potrei benissimo odorare a casa o ad accarezzare abiti che non comprerò perchè ancora a prezzo pieno.
21. Quanto tempo impieghi per la doccia? Un oretta. 70 anni se è freddo e devo anche lavarmi i capelli.
22. Quanto tempo impieghi per prepararti la mattina? Un ora. Certo, se non perdo troppo tempo a fissare ad occhi mezzi chiusi l’armadio. E se non mi sbaglio a disegnare la riga di eye-liner. E se non mi perdo a guardare video su YouTube mentre faccio colazione.
23. Hai mai fatto rissa? Ho solo spintonato qualche simpaticona in discoteca. E picchiato un tizio ad un concerto. Non le chiamerei risse: al massimo, dissapori.
24. Cosa ti accende? No.
25. Cosa ti spegne? Le domande tipo questa.
26. Per quale motivo hai aperto un blog? Non avevo abbastanza spazio per scrivere su FB e pagine FB.
27. Paure? Tante. La più scema: se sono presa ammale, devo accendere la luce prima di entrare in ogni stanza e solo dopo posso spegnere la luce della stanza che ho superato, tutto ciò scattando da un interruttore all’altro, non vorrei mai che dal buio alle mie spalle saltasse fuori ‘STO CAZZO.
28. L’ultima cosa che ti ha fatta piangere? Una cavolata.
29. L’ultima volta che hai detto ti amo a qualcuno? Esterno infinito amore senza spiccicar parola.
30. Il significato del nome del tuo blog? Valeria (“Say my name…cit.) -> Vally (soprannome) -> Le cose che mi riguardano sono “vallose” (aggettivo) -> quindi Vallosità = cose vallose = scritte da me/cose mie.
31. L’ultimo libro che hai letto? “Neuroscienze Cognitive” scritto dal professor Gazzaniga. Che nome invitante. Come sarà andato l’esame? Quando pubblicherà i voti? AH.
32. Il libro che stai leggendo in questo periodo? Non vi è bastata la risposta di prima? Sono all’ottavo capitolo de Il Signore degli Anelli da un anno e mezzo, contenti? Ma ho cominciato IT l’altro giorno.
33. L’ultimo show che hai visto? Mi sembra Awkward o American Horror Story.
34. L’ultima persona con cui hai parlato? Il mio fidanzeeeto.
35. Che relazione c’è tra te e l’ultima persona a cui hai scritto? E’ il Pippi!
36. Cibo preferito? La pizzotta napoletana, la torta sacher, la New York cheesecake, i cornetti caldi con cioccolato fondente e cannella, le crépe, le patatine fritte in busta o fresche, i maccheroni ai quattro formaggi, gli gnocchetti alla sorrentina… Ho fame.
37. Posto che vuoi visitare? Vorrei andare a Monaco perchè ho tanta setina di birra buona. In un futuro più lontano Los Angeles, New York. Sicuramente voglio tornare a Vienna e a Parigi.
38. Ultimo posto in cui sei stata? Posto sfigato: al ristorante cinesaccio. Posto ancora più sfigato: in facoltà. Posto vacanziero: Londra, ottobre 2014.
39. Hai mai avuto un incidente? Incidentini.
40. L’ultima volta che hai baciato qualcuno? Oggi pomeriggio e ribacerò ‘sta sera.
41. L’ultima volta che sei stata insultata? Non insultatemi, please. Non mi voglio arrabbiare.
42. Gusto di caramella preferito? Da piccola mi piacevano le Dietorelle all’arancia, al mandarino, quello che cazzo era. Visitai anche la fabbrica con la scuolina! (Rubammo molte caramelle u.u). Ora mi piacciono di più quelle senza zucchero alla fragola o quelle al miele (fatte dalle suore, mi raccomando, se no non vale) o quelle al propoli dei frati (c’è santità in me, infatti) o anche quelle al cioccolato della Alpenliebe. (Mi aspetto almeno dieci confezioni in regalo da ciascun brand citato, per tutta questa pubblicità u.u).
43. Che strumento suoni? Son gran canterina ma so suonare anche il piano, il violino e un po’ la chitarra e il basso, così a caso. Andate a sentire alcune mie allegre canzoncine -> “The Hill” – “Classy Glass” – “Tonight” – “It was Selfshot before #Selfie” – “Dirty Touch” – “George apprised us“.
44. Pezzo preferito di gioielleria? I braccialetti, le catene, le collane con le pietrozze kitsch, gli anelli (ma non ne ho tanti perchè mi danno fastidio, vai te a sapere perchè), gli anelli più piccoli e gli orecchini a bottone o penzolanti ma non troppo lunghi (perchè mi stanno una merda). MI PIACE TUTTO, AVETE CAPITO Sheinside, Sammydress, Rosewholesale e compagnia bella?! *ammicco* SEND ME SOMETHING OF YOUR BEAUTIFUL ACCESSORIES OR CLOTHES TO TRY FOR FREE! (Detta come va detta) DAI CAZZO! I Will make a detailed review of what I liked more! #StayPoracci
45. L’ultimo sport che hai praticato? La cacca.
46. L’ultima canzone che hai cantato? Questa. Cliccate -> https://www.youtube.com/watch?v=xiWtqVtd1Oo So che la conoscete tutti, non ve ne vergognate.
47. La tua chat preferita? Mi piace Couple: è un app di coppia, in teoria, da usare con il portchnerrr, con cui si possono scambiare foto con la possibilità di aggiungere filtri, video, messaggi vocali, nuvolette per far sapere al nostro amato che lo stiamo pensando (mentre lui non ci caga) e un cosino che se tu tocchi lo schermo, appena l’altro se ne accorge e tocca anche lui a sua volta, nello stesso punto, ci si possono scambiare virtuali “baci” dati con i polpastrelli (??). Inutile dire che ho usato davvero tantissimo questa per niente idiota funzionalità. In genere però non uso tanto le chat a parte perchè di solito sto su Facebook.
48. L’hai mai usata? Ah, sapete che questa domanda, all’apparenza cretina, è riferita alla domanda sopra ma che però è stata tradotta a cazzo de cane? Vedeteveli ogni tanto dei Tag fatti da ragazze americane o britanniche. La domanda in questione sarebbe: Qual è la tua “frase da rimorchio” (chat up = rimorchiare) preferita? L’hai mai usata? Grazie per aver tradotto male questa assurdità così non sarò costretta a rispondervi.
49. L’ultima volta che sei uscita con qualcuno? Sono andata a mangiare il cinesaccio a pranzo con il mio Pippino.
50. Chi dovrà rispondere a queste domande dopo di te? Chiunque abbia voglia di cazzeggiare per una mezz’ora: sia chi ha un blog, sia chi ha un canale YT, i miei amiconi di FB e anche che non gestisse un blog, rispondete nei commenti, se vi va! Anche solo alle domande più significative (tipo che non me ne frega niente di sapere qual è la vostra frase da rimorchio preferita).

CIAAOH.

Marketing and business mail: gdvally.zzbb@gmail.com

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Halloween: scary make-up ideas | Photos

halloween makeup

Simpatico il vostro travestimento di Halloween: trucco un po’ più accentuato del solito sugli occhi, occhiaie scure (per le più temerarie), rossetto rosso e siete pronte. Davvero pauroso, devo dire. Sembrate me in un qualsiasi giorno della settimana. Solo che preferisco il fucsia sulle labbra: è più sobrio.
Sarcasmo a parte (it’s only another service I offer), ho visto pubblicati su Facebook “trucchi” di Halloween davvero, mh. Se non la sentite vostra come festa, uscite solo perchè il giorno dopo è festa e non vi va di travestirvi per Halloween, non fatelo. E se non lo fate, per esempio, per non infangare la vostra immagine da “ragazza sexy”, non dite di averlo fatto solo esagerando col make-up e indossando orecchiette da gatto.
Leggo: “HALLOWEEN PARTYYY!!!” e la foto sottostante raffigura un giovane mio conoscente, entusiasta di non so cosa esattamente, con indosso un cappello. Un cappello. Non un cappello strano, un cappello buffo o un cappello da stregone. Un semplice capello. Un selfie di lui, contento e struccato, con in testa questo cappello normalissimo, di quelli tipo anni ’30, ’40. Boh.
Bene. Mentre voi sceglievate la tonalità giusta di rossetto (non troppo scura, eh! Gne, gne, gne, non vorreste mai che le vostre delicate labbra si impregnino di tonalità “non troppo portabili”) e valutavate il cappello più terrificante da spacciare come costume di Halloween, io mi cimentavo, come ogni 31 ottobre, in trucchi decisamente più elaborati. Così, perchè a me, me piasce.
Non mi interessa se a voi fa cagare Halloween; mia mamma da piccola dice che lo festeggiava (e non perchè influenzata da non so quali americanate commerciali), mia nonna (manco avesse 8 anni) mette fuori dalla finestra la sua zucchetta accesa e io mi travesto. Venitemi a dire che “non è una festa della nostra tradizione”, “siete solo dei pecoroni”, “non siete dei veri cristiani”, oh oh oh, che paura! Io vi risponderò, a gran voce: “E anche se fosse?” o “E ‘sti cazzi? oppure qualcosa come: “e ‘sti grandissimissimi cazzi?”. Ciaho.

1. Random Ghost (Spirito a cazzo de cane)

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2. Random Creepy Clown (Un pagliaccio paurosino a cazzo de cane) Continua a leggere

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“I leggings (non) sono pantaloni” | Robe Fescion

Indosso i leggins solitamente con maglie medio-lunghe.
Non per forza lunghe.
Pazzesco, eh?
E questo accade fin dai tempi in cui si chiamavano ancora “pantacalze” o “pantacollant”.
Fin da quando ancora avevano il cosino di stoffa sotto il piede, tipo staffa, per far si che non venissero sù.
Mi piace che si vedano circa per metà, le chiappe.
Oh my gosh, look at her butt” (cit.)
I leggins non sono calze, quindi posso farlo.
Perchè dovremmo essere obbligate (da donne) ad aggiungere un ulteriore strato di tessuto sul nostro sedere già quanto basta coperto dai sopracitati  leggins?
Ah, forse siete quelli che manifestano contro la libera esposizione del camel-toe.
In questo caso vi svelerò un segreto.
Il camel-toe è evitabile.
Incredibile, non è vero?
Non solo con la fottuta maglia lunga fino alle ginocchia che tanto inneggiate.
E’ sufficiente non tirarsi su i suddetti leggins fino alle orecchie.
Non tiratevi su i leggins fino alle orecchie, non li perderete per strada, tranquille
Il vostro problema è la poca tolleranza alla cafonaggine?
Sappiate che anche quella è evitabile.
Come?
Basta non comprarli trasparenti e indossare allo stesso tempo MUTANDE.
Mutande vere.
Sì sì, esistono.
Non quelle di sette taglie più piccole, che ci affettano le natiche.
Non quelle che vanno nel culo.
Non quelle che applaudono (vedi “Nuovo Haul: la mutanda sospetta!” min. 04:54).

E ora uccidetemi a colpi di “I leggins non sono pantaloni”. It’s Britney, bitch!

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Recensione a caso: “Pasta Con Tonno” Bello FiGo Gu | analisi semiotica

Bello Figo Gu Gucci Boy Swag Minghie
Non condivido molto la scelta di Bello Figo Gu (mi piace chiamarlo nel modo in cui ce l’ha presentato l’illustrissimo critico d’arte, avv. Andrea Diprè) di cambiare repentinamente il suo nome d’arte (Gucci Boy, Bello Figo Gu, Bello Gu, Bello Figo, Figo Verkel, Bello Swag…) senza un apparente motivo logico. Di solito non è funzionale a farsi “ricordare” dagli utenti, men che meno dai motori di ricerca, ma dal momento che sono sempre riuscita a ritrovarmelo davanti, qualunque nome io digitassi nella barra di ricerca, tanto di cappellino fluorescente a tre quarti.
Lo apprezzo molto come artista: ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, si è impegnato per guadagnare qualcosa, in questo periodo di crisi del mondo del lavoro, facendo ciò che gli piace (fondamentalmente rappare cacate) e soprattutto, non ha ancora rinnegato sè stesso (in poche parole, ancora “ci è”, crede ancora nel suo progetto, non è che “ci fa”, consapevole della sua trashaggine, solo per guadagnare qualche Big Money in più, credo).

Ho avuto l’occasione di ascoltare “Pasta Con Tonno (SWAG TRAP) SUPER DOPE” (in fondo all’articolo trovate il video) a distanza di qualche mese dalla sua pubblicazione su YouTube e devo dire che il tema affrontato nel testo della canzone l’ho gradito molto più rispetto a quelli degli albori (quando si definiva un porno bebè e agiva di conseguenza; non entrerò nel dettaglio). La quotidianità è sempre il suo argomento prediletto, trova dalla sua parte una grossa fetta di pubblico con questo stratagemma comunicativo, infatti, a chi non piace la pasta? La maggioranza di noi la adora: ottima condita in svariati modi, gustata fumante o fredda nei giorni d’estate, poco costosa e sostanziosa. E’ interessante sapere che la pasta è stata riscoperta in periodi di crisi economica per sostituire in alcuni casi il pane, il cui costo è andato ad aumentare sempre più; Bello Figo Gu si mostra quindi umile, raccontandoci come, nonostante il suo stile di vita SWAG, ami i cibi modesti e semplici. Certo, ammette di essere tentato a spendere cifre parecchio alte per condire questo piatto della tradizione italiana (“posso spender 10.000 euro per il tonno“) indebitandosi magari con qualche losco figuro dalla dubbia moralità, come ci fa supporre il verso successivo (“mi stanno cercando per rompermi il collo“) ma insomma, qualche sfizio è normale volerselo togliere.

L’italianità è un altro punto importante del messaggio che vuole dare: è totalmente grato alle tradizioni del paese che l’ha adottato, dandolo quasi per scontato (“tutti sanno che mangio pasta“, sa che è risaputo dalla totalità del suo target che adora mangiare pastasciutta), accattivandosi così nuovo pubblico italiano e non (la pasta è ovviamente molto amata anche all’estero) e rinforzando la fedeltà di quello abituale.
Come ha peso la cultura italiana, anche altre tradizioni culinarie vengono da lui citate nel testo, in modo da non escludere nemmeno chi non ritiene che la pasta sia il proprio piatto preferito; non esita ad accostarsi a chi ama mangiare kebab (“come un aràbo che non scherza con kebab“) o a chi preferisce i cibi asiatici (“come tailandese che non scherza con il riso“). Il messaggio di uguaglianza e pace è esplicito: siamo tutti accomunati dalla passione per il cibo, indipendentemente dalla nostra etnia o gusti personali, NOH8.

Discutibile può essere però la decisione di scegliere pasta anche dai menù di ristoranti situati nel territorio degli Stati Uniti o della Gran Bretagna (“in america mangiavo solo pasta, […], anche londra, mangiavo solo pasta“) ma da chi nel videoclip mostra che il condire la pasta col tonno vuol dire scolare la pasta, metterla in un piatto e aggiungerci direttamente del tonno in scatola, possiamo accettare questo ed altro.

Personalmente ho constatato anche una doppia possibilità di interpretazione di questo testo in musica. Mi riferisco alla frase del ritornello “tutti sanno che mangio pasta, pasta, tutti, tutti, tutti sanno che mangio pasta con tonnò, con tonnò, con tonnò, con tonnò… Eeeh!“. Ad un primo ascolto, senza essere a conoscenza del titolo originale del pezzo, ero convinta di aver ascoltato “tutti sanno che mangio pasta, pasta, tutti, tutti, tutti sanno che mangio pasta, quanto no, quanta no, quanto no, quanto no… Eeeh!“. Potrebbe essere stata intenzione dell’autore aggiungere, oltre al semplice “mi piacciono un sacco i maccheroni”,  un messaggio del tipo “tutti sanno che mi piace mangiare la pasta, sapete anche quante seghe mi faccio al giorno (vedi “Mi faccio una seGha (SWAG MINGHIE“), ma ehi, non potete sapere quanta pasta mi mangio, quanta proprio no, quanta ne mangio rimane una informazione personale” comunicando in maniera subliminale di voler mantenere almeno un minimo di quella privacy che gli è stata sottratta da quando è diventato il personaggio pubblico che conosciamo.

P.S. Perchè Bello Figo Gu non è nato una trentina di anni prima? Da piccola mi dispiaceva tanto staccare le etichette dalle magliette e dagli zaini! Sarei stata una sua grande adepta in fatto di moda.

P.P.S. Beccatevi il video. Io ce l’ho in testa da giorni, non capisco perchè devo essere l’unica.

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Apes Revolution: il pianeta delle scimmie | Recensione trash

Apes Revolution Continua a leggere

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